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Marrubiu in vetta alla classifica dei “paesi ricicloni”?  
  martedì 29 dicembre 2009 alle ore 11.33  
 

tito

L'articolo dell'Unione Sarda del 23 dicembre 2009 mi fa pensare...

Raccolta differenziata
Marrubiu in vetta alla classifica dei “paesi ricicloni”


... ma sarà davvero così?
Andando a controllare si scopre subito che Marrubiu non è proprio in vetta alla classifica, ma si trova al 719° posto della classifica stilata da Legambiente.
Quindi il titolo dell'articolo sarebbe dovuto essere così:

Opzione 1
Raccolta differenziata
Marrubiu nella classifica dei “paesi ricicloni”


... ma perché un articolo su Marrubiu "paese riciclone"?
Forse è il primo nella classifica regionale? Andando a vedere si scopre che a livello regionale il nostro "paese riciclone" si trova al 20° posto e al 9° della classifica provinciale. Ecco gli altri Comuni sardi:
Riola Sardo (255°)
Soleminis (286°)
Guasila (304°)
Selegas (345°)
Villaurbana (349°)
San Nicolò d'Arcidano (377°)
Uras (378°)
Pabillonis (392°)
Santa Giusta (433°)
Serdiana (444°)
Villa San Pietro (457°)
Zeddiani (472°)
Simaxis (499°)
Donori (582°)
Osini (597°)
Sindia (624°)
Pimentel (655°)
Solarussa (662°)
Cabras (710°)
Marrubiu (719°)

Allora questo titolo non ha proprio senso...
Forse sarebbe stato più interessante parlare dell'Unione dei Comuni del Terralbese che risulta essere 3° nella classifica nazionale:

Opzione 2
Raccolta differenziata
L'Unione dei Comuni del Terralbese in vetta alla classifica dei “paesi ricicloni”


A questo punto riporto quello che scrive Antonio Pintori:
"Sono stati bravi ed hanno ricevuto gli applausi di Legambiente. Ma sanno bene di non potersi cullare sugli allori. Per questo l'amministrazione di Marrubiu, nonostante i risultati eccellenti [buoni] della raccolta differenziata dei rifiuti, non si ferma nell'opera di sensibilizzazione verso i cittadini. Perché l'importante è capire che il riciclo dell'immondezza è utile a far risparmiare le casse dei cittadini ed i portafogli dei contribuenti ed a migliorare le condizioni ambientali del centro abitato e delle sue campagne. Purtroppo nelle periferie e nelle località rurali si assiste ancora al poco edificante spettacolo di buste di plastica disseminate qua e là con dentro rifiuti non separati [purtroppo nelle campagne si trovano soprattutto frigoriferi, ceramiche, pneumatici, lastre di amianto, batterie d'auto, materassi, ecc]. Da qui la necessità di continuare ad informare la popolazione. Questa volta gli amministratori di Marrubiu hanno deciso di rivolgere la loro attenzione agli studenti del paese, che, istruiti sulla necessità della raccolta differenziata, possano farsi portavoce di questi messaggi nelle proprie famiglie e fra gli adulti. Per questo la Giunta comunale presieduta dal sindaco Gianfranco Frongia ha stanziato la somma di 5 mila euro per la campagna di sensibilizzazione che è stata affidata al Consorzio "Gesar" di Terralba, gestore del servizio rifiuti Marrubiu. Sono stati poi gli assessori all'ambiente ed alla pubblica istruzione Doriano Sollai ed Andrea Santucciu ad organizzare nei dettagli le diverse iniziative con Giampietro Cuccu, responsabile della Gesar. Innanzitutto mille copie di un opuscolo di nove pagine colorato e con una grafica accattivante capace di attirare l'attenzione degli alunni. Nella prima pagina i numeri del 2008 raggiunti dalla raccolta differenziata a Marrubiu con la quota del 65 per cento di rifiuti riciclati [in realà di tratta di rifiuti "separati" che comprendono una grossa percentuale di secco "NON riciclabile"... quindi la percentuale di riciclati scende parecchio]. Un dato che ha permesso al Comune dell'oristanese di ricevere visibilità e riconoscimenti nella graduatoria nazionale dei "Comuni Ricicloni" stilata da Legambiente. Nelle pagine successive la spiegazione dei diversi tipi di immondezza e dei loro corretti modi di conferimento. Ma anche gli orari dell'ecocentro comunale, dove portare rifiuti ingombranti e pericolosi. Il libricino è già stato consegnato agli studenti delle elementari alla presenza dei due assessori e di Cuccu e poi ai piccoli della scuola dell'infanzia. In questi giorni sono stati appesi manifesti e locandine nei locali pubblici. Infine a gennaio l'ultimo incontro con le scuole medie." (Antonio Pintori)

Probabilmente Marrubiu non vincerà come "miglior campagna di comunicazione" (sempre per rimanere sul dossier di Legambiente) ma è comunque una iniziativa interessante e non troppo costosa.
Il problema è che l'articolo comparso sull'Unione Sarda è un po' furbo, e fa credere ai più distratti che i marrubiesi sono stati davvero bravi e in vetta alla classifica... mi piacerebbe avere una copia dell'opuscolo pubblicato per i ragazzi per vedere se in questo si spiega meglio la situazione.

L'iniziativa è interessante, ma chiaramente questa non può fare molto se lasciata sola. Dalla tipologia di articolo si denota che l'Unione dei Comuni è un'unione teorica, non percepita dai cittadini e tantomeno dagli amministratori. Il cittadino "per niente riciclone" infatti preferisce abbandonare i propri rifiuti nelle campagne dei comuni vicini, perché così la sua azione non peserà sulle casse del suo Comune ma su quelle del Comune vicino.
Chissà se un'azione congiunta può migliorare la situazione... io dico che la migliora.
Sarebbe interessante vigilare le campagne, istituire dei concorsi per i cittadini virtuosi, far conoscere la fine che fanno i nostri rifiuti, far nascere nuove imprese legate a questo settore (e non sto parlando della multiservizi)... esempi ce ne sono in abbondanza... gana ci òidi...

Io continuo a pensare e per il prossimo futuro mi immagino questo titolo:
"Oristano, prima Provincia in Italia a fare la raccolta dei rifiuti illuminotecnici".
Annualmente in Italia vengono vendute complessivamente 130 milioni di moderne lampade a scarica che, una volta esaurite, diventano rifiuti classificati per legge come pericolosi, a causa di piccole quantità presenti al loro interno di sostanze tossiche, come il mercurio (che moltiplicato per 130 milioni diventano grandi quantità).

Scarica i documenti dal sito di Legambiente (pdf)

 
 
Giorgio Spiga