2.
Da bambini... però  
  lunedì 8 marzo 2010 alle ore 10.48  
 

tito

Quando eravamo piccoli l'unico impegno che avevamo era quello di giocare.
Giocavamo seriamente, però.

I giochi erano vari ed in continua mutazione. Prima di iniziare si dettavano le regole e poi si giocava, rispettandole però.

I giochi solitamente erano delle gare. Alcuni giocatori erano più forti di altri. Alcuni erano più addormentati di altri. Si giocava per divertirsi, ma anche per vincere però.

Perdere era brutto, sia per chi era abituato a vincere che per chi non vinceva mai. Se, chi stava perdendo cercava di modificare le regole durante il gioco, veniva considerato un "cagallone". Se il più debole cercava di cambiare le regole durante il gioco, veniva momentaneamente espulso dal gruppo. Se il più forte cambiava le regole durante il gioco, veniva piano piano emarginato ed evitato il più possibile, perché ritenuto incapace di giocare... da piccoli però... oggi se "il più forte" cambia le regole durante il gioco va bene anche ai cagalloni che perderanno.

... è come se mandassimo i nostri ragazzi in Afghanistan in missione di pace, e quando sono lì cambiamo le regole per farli partecipare ad una guerra... dove si muore davvero però!
Si... lo so... bisogna insegnare loro la democrazia... ma forse dovremmo imparare a rispettarla noi... però.

Che gusto c'è a giocare così. Candidati a governare delle regioni non sono nemmeno in grado di presentare le liste... figuriamoci quando vinceranno cosa saranno in grado di fare... ma a noi in Sardegna questo non interessa... ora che abbiamo riiniziato a sorridere...
ridi ridi... con le centrali nucleari...
ridi ridi... scorie radioattive...
ridi ridi... termovalorizzatori...
ridi ridi... con le elemosine dello stato...
ridi ridi... un altro morto sulla Sassari-Olbia...
ridi ridi... la crisi è superata...
ridi ridi... io non ho voglia di ridere però!

 
 
Giorgio Spiga